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Alcune donne sono strane, sometimes they are glimpses of Joy. Appaiono, si fanno prossime, portano in regioni remote ai confini dell’oltre-mondo per poi abbandonarci nuovamente al nostro io abituale.
Le donne vere sono quelle che permangono, che persistono, che rispondono, che diventano storia.
I barlumi servono per far tornare noi stessi nella nostra propria dimensione autentica, nella dimensione autentica della nostra propria persona. Sono «visioni della Gloria che consegnano», che donano una dimensione rinnovata alla nostra persona.
A volte illuminano, gettano luce nuova sul nostro desiderio, ri-cordandoci nuovamente, facendoci con-siderare sotto un cielo nuovo quale sia l’altezza e la profondità dell’attesa del nostro cuore.
Altre volte quella medesima luce è più fisica che metafisica: emana calore, scalda, appena appena, dona una pace che effonde tepore, un soffio caldo di libertà portando oltre al cielo nuovo anche una terra nuova, permettendoci di vedere con occhi rinnovati la terra che già stavamo calpestando.
La donna vera, l’unica che potrà essere oggetto e soggetto del nostro amore, l’amata, non sarà nè solo un barlume, nè solo l’altro e neppure entrambi solamente. Essa innescherà una trasfigurazione, una trasmutazione, una trasposizione, un trascendimento personali continui perché sarà parte di una storia d’amore in cui la sempre nuova domanda sull’amore sarà «ogni giorno nuova e viva […] perché non ne ha mai abbastanza di sentire la risposta di conferma, e dietro ogni risposta una nuova domanda, dietro ogni certezza una nuova prospettiva e apertura. Ma la sempre nuova domanda avrà un carattere tutto diverso di quella prima domanda quanto alla nuda realtà dell’amore. Essa si muove ora all’interno dello spazio dell’amore stesso, è parte della sua vitalità, della sua essenza, presuppone l’esistenza dell’amore sulla cui esistenza essa si interroga; e la presupposizione di quanto viene chiesto esprime evidentemente molto più profonda verità che non la prima domanda che vi si accostava appena»
(HUvB).

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