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Chiedere all’uomo naturale di seguire uno schema giusto è castrarlo. La morale realizza l’io solo nella misura in cui è eccentrica, cioè un mettersi in relazione verso un centro che è fuori di noi e che ci calamita.
Insomma la morale realizza l’io quando in fondo non è morale ma estetica.
La formalizzazione descrittiva -e prescrittiva- di un rapporto vero con le cose è sistematizzazione dell’esperienza ontologica ed estetica, che però spesso, divenendo discorso, dimentica di affermare il presupposto che lo giustifica: l’apertura eccentrica dell’io e l’inveramento di questa apertura. Il moralista applica le stesse direttive del santo, ma con modus masturbatorio anziché relazionale.

Tratto da:F_icon.svg
Lorenzo Gasperini

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