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La donna con il suo essere terragna offre all’uomo terreno sotto i piedi, una base da cui decollare, da cui (o in cui) dirigersi in abissi, una terra da cui salpare, da cui innalzarsi a vette (o inabissarsi in profondità) che la donna non potrebbe conoscere senza l’uomo che l’accompagni ad esse.
Nemmeno l’uomo conoscerebbe tali vette (e abissi) senza la compagnia della donna principio e strada, compagna di quel cammino al tempo stesso astrale e abissale.

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