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Il pugnale patricida di Bruto è impregnato del sangue di Cesare; a pochi passi da lui Cassio regge un’altra lama altrettanto rossa del medesimo sangue, immersa nella medesima schiena per la medesima ragione. Questi due uomini, insieme agli altri congiurati, hanno preso questa durissima decisione per salvare la loro amata repubblica; si sono spinti a tanto perché amano Roma e la sua libertà, che si intende come libertà del Senato, più di quanto amino i loro parenti e le loro vite. Hanno cospirato, hanno levato le loro mani contro il dittatore ed ora, ansimanti per lo sforzo tremendo e l’azione terribile, cercano riposo e e pace. Il loro dovere è compiuto, il loro compito esaurito, la repubblica è salva e possono tranquillamente mettersi a sedere, perché saranno ricordati al pari di Armodio e Aristogitone, i gloriosi tirannicidi di Atene.

Ciechi e insensati! Mentre il cadavere contro cui si erano scagliati è ancora caldo, già Marco Antonio  ricorda alle folle i benefici di Cesare, già ricorda le sue imprese muovendole a commozione. Avete creduto che bastasse tagliare la testa dell’idra per liberarvene  ed ora le teste sono tre, Antonio, Ottaviano e Lepido, che mirano a prendere quello che era di Cesare. Avete creduto che bastasse un’azione, una sola, un segno che dimostrasse che la Roma dell’antica repubblica era ancora viva, che era ancora forte e pronta a combattere e uccidere i suoi nemici. Vi siete lanciati contro Cesare come se fosse lui e lui solo il problema del mondo; ora giustamente siete braccati dai più implacabili nemici che vogliono vendicare il padre e l’amico ed eliminare la minaccia del vostro simbolo. Cari Bruto e Cassio, vi ammiro per il vostro agire fulmineo, piango la vostra poca lungimiranza. Credeste che bastasse eliminare un capo politico per eliminare un problema politico, ma foste amaramente smentiti e tutti i vostri ideali di libertà e giustizia caddero vittima delle vostre stesse armi, perché non si può costruire con la sola spada.

Da quel giorno, la metà dei miei giovani lavorava, e l’altra metà stava armata di lance, di scudi, di archi e di corazze; e i capi stavano dietro a tutto il popolo di Giuda. (Ne 4, 16)

 

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