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Mi mancano le chiacchiere da bar; non solo a me, in realtà a tutta l’Italia e in particolare alla politica italiana. Senza i bar non c’è speranza di avere una democrazia; è vero che sono popolati da ignoranti e non istruiti nell’arte del governo, ma è gente che sa il proprio mestiere è che non può nascondersi dietro uno schermo e una serie di articoli copincollati dopo una rapida ricerca su google. Mi mancano le grida, le polemiche casuali, i discorsi seminconcludenti del saputo di turno che si lancia in una filippica contro l’ultimo dei politici e mi manca terribilmente il rischio di prendere una sberla dal mio avversario nella discussione. Mi manca un luogo dove ognuno è un po’ di più quello che è perché in vino veritas, e un po’ di meno il gruppo cui dovrebbe appartenere, dove bisogna argomentare, per quanto beceramente, la propria opinione, invece di appoggiarsi ad una massa di persone sempre pronte a intervenire in ogni discussione, anche si si tratta di gente a migliaia e migliaia di chilometri di distanza. Mi manca un luogo in cui le minoranze sanno di esserlo e sono costrette a parlare in un modo civile o mostrarsi subito violenze. Insomma, mi mancano i bar dove si discute, ci si insulta, ci si ammazza di botte, ma almeno si è liberi e responsabili per quanto concerne le proprie opinioni

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