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Vi siete mai soffermati a considerare in tutto il loro peso le parole dell’introduzione dei Salmi?

“O Dio vieni a salvarmi, Signore vieni presto in mio aiuto”.

Vieni a salvare me ora! Vieni presto in mio aiuto.

Quando mi accorgo della mia debolezza e cattiveria, captivus dal latino significa schiavo, e perciò della mia schiavitù e dalle catene di cui essa è formata, nei momenti di maggiore tensione nel combattimento contro me stesso, contro la tiepidezza dello spirito, quel torpore malinconico, quell’inerzia del vivere che assale, e in cui il desiderio si smarrisce, mi ricordo che occorre volgere lo sguardo oltre me stesso e tornano alla mia memoria quelle parole di introduzione:

“O Dio vieni a salvarmi, Signore vieni presto in mio aiuto”.

 Ma come? Come chiedere soccorso? Come può venire in nostro aiuto?

Altre parole tornano alla mente, parole che danno corpo e sangue a quella accorata  richiesta di salvezza.

“Veni Sante Spiritus, veni per Mariam”

Attraverso di lei abbiamo avuto accesso a Dio, attraverso di lei la via di accesso a Dio è libera e il Figlio di Dio ha potuto e può donare il suo perdono e la sua persona a noi interamente, riconciliarci con Dio e donarci Dio stesso che Egli è.

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