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Tanti auguri a me!
Sembrano passati due giorni dal patentino del motorino, dall’esame di maturità, dalla prima campagna elettorale a 18 anni, dalle battaglie coi miei amici al Liceo per difendere quello in cui ancora crediamo, da ogni singolo evento degno di essere ricordato.
I vecchi mi dicono “bella mi’ gioventù” e che sono un bimbo, io invece inizio a sentire il “peso” di dover rendere davvero ragione del tempo che è passato, del tempo che passa, anche del tempo che si butta.
“Non sapete né il giorno, né l’ora”: bisogna vivere ogni giorno con la speranza del primo ma con la definitività dell’ultimo.
Con che cosa ci presenteremmo se fossimo chiamati a rendere la vita quest’oggi? Il compleanno è una festa ma a suo modo un primo grado del giudizio.

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